Laboratorio di fotografia
Ingiustizie come materia visiva
10 incontri · dal 5 febbraio 2026
Ogni giovedì · 21:00–23:00
Modalità ibrida: online e in presenza
Un laboratorio.
Un manifesto.
Uno spazio critico per riportare la fotografia tra le persone.
UNA NUOVA ERA, DAL BASSO
Viviamo in un tempo in cui le immagini sono ovunque,
ma raramente prendono posizione.
Zona di Attrito nasce per lavorare sotto la superficie:
lì dove le ingiustizie si manifestano nei gesti quotidiani,
negli spazi, nelle dinamiche di potere invisibili.
Nasce per tornare a una fotografia underground, non come stile o moda,
ma come scelta di campo: strade laterali, contesti non istituzionali,
luoghi in cui il pubblico non è selezionato, ma reale.
IL MANIFESTO
La fotografia nasce per circolare.
Come una crepa che si allarga.
Per entrare nella vita reale.
Zona di Attrito è anche un manifesto perché prende posizione:
- contro la fotografia addomesticata
- contro l’estetica che non rischia nulla
- contro l’idea che il valore di un’immagine passi solo dai luoghi istituzionali
Qui la fotografia torna a essere linguaggio diretto,
atto politico, strumento di relazione.
IL GRUPPO COME DISPOSITIVO CRITICO
Il gruppo è parte del progetto. Ogni lavoro cresce attraverso:
- confronto diretto
- critica esplicita
- smontaggio collettivo delle immagini
Il gruppo mette in crisi, costringe a chiarire, obbliga a prendere posizione.
Non uniforma gli sguardi: li rende più consapevoli.
L’attrito tra visioni diverse trasforma un’idea privata
in un progetto capace di parlare a molti.
IL TEMA
Le ingiustizie
Le ingiustizie vengono affrontate come:
- relazioni di potere
- squilibri tra visibilità e silenzio
- differenze tra chi ha voce e chi non ce l’ha
Ogni partecipante è chiamato a trovare un punto di vista personale
e a sostenerlo fino a renderlo leggibile per un pubblico ampio.
LA FOTOGRAFIA COME COSTRUZIONE RESPONSABILE
Si lavora su:
- la luce come scelta narrativa ed etica
- il colore come posizione emotiva e simbolica
- la composizione come presa di responsabilità
- la sequenza come costruzione di un discorso
Ogni immagine è una decisione.
OLTRE LA FOTOGRAFIA
Zona di Attrito è un laboratorio poroso.
I progetti dialogano con:
- cinema
- letteratura
- musica
- arti visive contemporanee
- pensiero sociale e politico
Perché un’immagine diventa forte
quando non si chiude nel proprio linguaggio.
STRUMENTI CONTEMPORANEI
L’Intelligenza Artificiale entra come:
- strumento di ricerca
- dispositivo critico
- elemento di disturbo
Non come scorciatoia, ma come terreno di interrogazione.
L’ESITO
Una mostra fuori dai circuiti tradizionali
Il laboratorio porta a un esito concreto:
una mostra collettiva a tema unico.
Il luogo viene scelto per la sua capacità di:
- intercettare un pubblico non specialistico
- entrare nella vita quotidiana
- amplificare il senso delle opere
La mostra è parte del processo.
Il percorso include:
- progettazione espositiva
- editing avanzato condiviso
- strategie di comunicazione dirette, accessibili, non elitarie
A CHI È RIVOLTO
A chi è stanco dei circuiti chiusi.
A chi vuole che il proprio lavoro venga visto, discusso, attraversato.
A chi crede che la fotografia possa ancora parlare a molti.
DICHIARAZIONE FINALE
Zona di Attrito è un laboratorio e un manifesto
per chi vuole una fotografia che tocca,
che disturba, che circola.
Un luogo in cui il gruppo diventa campo di prova
e le immagini tornano a vivere fuori, tra le persone.